Amico dell’umana avventura


esoterica 03

Scodinzolando al passo dell’umanità a pieno diritto sale sulla nostra Arca immaginaria, il Cane.

Eravamo ancora nomadi noi Homo Sapiens, che i primi antenati dei lupi, quelli meno abili nella caccia ma meno timorosi dell’uomo,hanno cominciato a seguire i gruppi di cacciatori, nutrendosi dei resti dei loro pasti ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio stando di sentinella agli accampamenti, un soldato- servo che protegge il territorio dell’uomo; da quel momento in poi le due specie di predatori hanno dato vita ad una lunga storia insieme: in una tomba risalente a 12000 anni fa, sono infatti stati trovati i resti di un uomo anziano che appoggia la testa ed una mano al corpo di un cucciolo; è entrato da allora, anche nei nostri sogni, come simbolo di fedeltà.. ma se lo sogniamo mentre ci morde, può voler indicare una promessa fatta e non mantenuta, a volte un rimpianto per la mancata coerenza ad un proprio ideale o ad un obiettivo.

arcane

Nell’antica Grecia è un Cane a fare da guardia al Mondo dei Morti

Nell’epoca romana in casa, sotto forma di affresco murale o mosaico, spesso troneggiava una scritta “Cave Canem” – attenti al cane – per intimorire i malintenzionati; così come nella nicchia insieme alle piccole statue dei Lari, gli antenati che vegliavano sulla famiglia, si poteva trovare anche una statuetta di cane, che teneva lontani spiriti non graditi. Per gli egizi era proprio il Dio dalla testa di Cane a governare l’aldilà. In tutte le leggende antiche e tribali del mondo c’è un momento in cui appare come attore, positivo o negativo, spesso come simbolo.

Un procedimento magico che abolisce la distanza ed il tempo è il sentimento

 

canis major

 

abbatte ogni barriera spazio-temporale ed è l’elemento fondamentale per creature che vivono sempre nel presente pur avendo memoria. L’unico mammifero che si proietta mentalmente al futuro siamo noi: l’attesa di un cane è eterna finche’ non termina, così come la gioia. L’aggettivo fedele gli calza a pennello, tanto vicino alla nostra specie che gli abbiamo, molti secoli fa, dedicato un gruppo di stelle che domina fra le altre. Le costellazioni così come oggi le conosciamo ci sono state tramandate dalla tradizione greca classica, benché forse fossero più antiche;

La costellazione del Cane Maggiore era chiamata presso gli antichi semplicemente il Cane. .in effetti la leggenda vuole che sia uno dei due cani di Orione: la sua stella principale è Sirio, la stella più luminosa del firmamento, detta il Sole dietro il Sole…gli abbiamo dedicato qualcosa di eternamente brillante e duraturo proprio perché

l’unico difetto

di questo compagno tanto amato,  è la sua vita troppo breve; nella Smorfia napoletana molti numeri appartengono al cane, ma io lo associo al due di coppe ed alla vittoria del sentimento su ogni ostacolo. Come giustamente sottolineava Freud

I cani amano gli amici e mordono i nemici, a differenza degli esseri umani, che sono incapaci di amore puro e confondono l'amore con l'odio nelle loro relazioni.

Se il gioco della fantasia ci chiede altri numeri magici, che uno psicoanalista così tradizionale non ci potrà mai dare avendo avuto il ruolo di curare gli umani che davano i numeri, cerchiamoli nelle parole del Poeta

 

due di coppe canis

 

In mezzo ai campi andiamo, luccicano le foglie come

se qualcuno le avesse baciate
ad una ad una,

uomo e cane.. fiutando il mondo, scuotendo il trifoglio

..E fu a quel punto che mi chiese,

con gli occhi,
perché ora è giorno,
perché verrà la notte,
perché la primavera
non portò nel suo cesto
nulla per cani vagabondi..
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che cammina,
respira, cresce,
e l’antica amicizia,
la gioia

d’esser cane e d’esser uomo
tramutata in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe ed una coda
con rugiada.

Pablo Neruda
arcane

 

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