Matematicamente dispari, idoneo ed intoccabile


La ragione per cui la numerazione parlata europea è decimale sta nel fatto che l’essere umano ha dieci dita delle mani che fin da quando viveva in una caverna erano usate per contare (contare a mena dito). In greco e latino l’unità era proprio un dito, che graficamente divenne I.

Il cinque ha nelle due scritture un simbolismo speciale, in greco mediante l’iniziale della parola pente, in latino mediante la palma della mano aperta, in seguito identificata con la lettera V. Gli antichi romani, popolo pragmatico, impararono prima a contare e poi a scrivere. Secoli prima della nascita di Pitagora i sacerdoti della Mesopotamia interpretavano numericamente il cosmo, i numeri avevano in quanto simboli, un valore non solo scientifico ma anche allegorico. Indicavano valori assoluti matematicamente così come altre realtà.

In alcuni piccoli numeri possono essere nascoste profondità inaspettate o consigli inattesi: la fortuna può segnalare il proprio arrivo ed ha infinite cifre per farlo.

A volte da un numero dipende il lavoro, come quando si partecipa ad un concorso; così come può essere importante per una relazione la data in cui si va al primo appuntamento; o ancora può risultare decisivo in momenti in cui si è in cerca di chiarezza, comporre il numero per chiamare il servizio di cartomanzia a basso costo, con carta di credito. Fin da quando il mitico Pitagora era in un’età giovanile, e compiva i primi passi nell’ istituzione della sua scuola scientifica e metafisica, il numero cinque fu considerato il potenziale fulcro di una grande armonia.

Se per Pitagora la Tetrade rappresenta la giustizia in quanto divisibile equamente da entrambe le parti, il numero cinque, la Pentade, rappresenta l’unione poiché è la somma della parte femminile, il numero due, e maschile, il numero tre; Il pentagramma è ancor oggi il simbolo dei pitagorici.

Dagli antichi greci, infatti, abbiamo ereditato il fatto di associare il cinque all’atto di sperimentare, di inventare, al cambiamento di stato di un dato evento.

Collegato profondamente al dio Hermes: un dio dinamico e curioso, sempre sull’ orlo tra il bene ed il male. Il cinque contiene quindi l’attitudine ad avvicinarsi ad ogni linea di confine ed a oltrepassarla; anche se questo comporta una trasgressione. Si cominciò ad associarlo ai cinque sensi, finché si è scoperto che ne abbiamo certamente almeno uno in più, ed all’articolazione quinaria dell’essere umano come nella perfetta raffigurazione leonardesca dell’uomo vitruviano, infilato nella stella a cinque punte.

Il Pentalfa ha il potere di richiamare sia l’energia positiva di evoluzione, di avanguardia costante di pensiero oppure in quella negativa di involuzione, di discesa e di disfacimento.

L’ uomo nella stella a cinque punte è l’emblema di una forza magnifica e positiva; quando invece è capovolto assume una valenza negativa e malvagia. Nella tradizione orientale, ci sono cinque elementi (fuoco (火), acqua (水), legno (木), metallo (金) e terra (土) mentre nella cabala ebraica il numero cinque è legato alla quinta lettera dell’alfabeto : Hey

che significa intuizione ed illuminazione, ma anche volontà creativa.

Il puro suono spinto all’aperto dall’interno della gola, il suono che non incontra ostacoli e che manifesta la capacità di individuare i propri limiti, con tre diversi valori: dolore, sorpresa e meraviglia. l numero cinque era un Numero Sacro anche per i nativi americani in quanto cinque sono le direzioni della Ruota di Medicina (Est, Sud, Ovest, Nord e Centro).

Questo numero rappresenta il Potere dell’Amore, il mezzo per fondersi con ciò che esiste, la struttura matrice fondamentale, la forza della famiglia.

Nel Mondo arabo ed ebraico un potente amuleto connesso con il cinque è la Mano di Fatima, detta anche Mano di Alo, o Hamsa.

Ha la forma di una mano con cinque dita. Indice e l’anulare hanno la medesima lunghezza e sono attaccati al medio, appena più lungo. Ai lati dell’amuleto ci sono due pollici inclinati verso l’esterno e di uguale dimensione.

 

E’ probabile che le sue origini siano arcaiche, completamente ricoperta da incisioni, che variano con la spiritualità del popolo che la indossa: Segni che servono a proteggere da pericoli e malasorte ed a richiamare su di se lo sguardo benevolo del cielo.

Collegata quasi certamente al culto babilonese di Ishtar ed a quello sumero di Inanna, successivamente ereditato dalla cultura ebraica dei primi secoli dopo Cristo, si è diffusa tra molti popoli dell’oriente e del nord africa.

Negli arcani minori dei Tarocchi i cinque sono fondamentali per evidenziare alcune sfumature dell’anima o della vita, che portano un risultato di mutamento ma tribolando alquanto.

Una lama ambigua, dell’elemento fuoco, che fa trasparire il buon esito di una sana ambizione e la possibilità di una ricchezza acquisita attraverso un cambiamento ed un duro lavoro; il passaggio quasi obbligato è costituito da nervosismo e conflitto.

Lama collegata con una rabbia latente ed un’evidente instabilità, che potrebbero essere il prezzo da pagare in cambio di ciò che si desidera. Diventa favorevole solo se le carte intorno lo sono.

Il seme dei denari è collegato all’elemento terra: la realtà materiale.

Questa lama mostra che il desiderio di benessere economico è difficile da raggiungere o perché la situazione oggettiva non lo consente o perché l’avidità condiziona ogni progetto.

Il supporto che altre carte regalano qui viene a mancare e gli sforzi fatti non portano un buon risultato.

 

Una lama portatrice di rimorso e di grande agitazione dovuta anche a conflitti e contrasti effettivi. Male accompagnata può definire la perdita della ragione o una perdita e basta: si vedono nemici dovunque e la percezione non è sbagliata.

Come in tutti cinque la possibilità di un cambiamento è realizzabile ma contrastata: il seme di spade appartiene all’elemento aria e si associa all’ intelligenza ed alla volontà.

Lascia un’eco ed un’opportunità alla conquista di un obiettivo, combattendo duramente per la propria libertà d’azione e concentrando lo sforzo su di un ostacolo alla volta.

L’energia di questa carta è malinconica, ha il sapore di un sacrificio inutile. L’ elemento acqua rischia di trasformarsi in acqua oscura e stagnante, dove l’energia vitale non può attecchire. Si ha la tendenza a ripetere gli stessi errori ed il timore di farne di nuovi, non c’è molto spazio per agire finché non si impara dalle esperienze che lasciano una ferita. Lama di prudenza che realizza una riuscita solo dopo molti sacrifici.

“Non portare sulla mia fronte la nube oscura, vorrei avere occhi più limpidi per posarli sereni nella lontananza”

J.Hierro

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